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Luigi AGRETTI, Ercole Salvatore APRIGLIANO, Eugenio BRANDOLISIO, Enrico CARMASSI, Guglielmo CARRO, Giuseppe CASELLI, Antonio DISCOVOLO, Angiolo DEL SANTO, Felice DEL SANTO, Agostino FOSSATI, Augusto MAGLI, Navarrino NAVARRINI, Maria QUESTA, Gio Batta VALLE
Tra gli artisti dell'Ottocento e del Novecento, che hanno portato lustro alla città della Spezia, sono qui ricordati, pittori, incisori, e scultori, tra i più noti ed affermati, ancora oggi particolarmente ricercati in ambito collezionistico. Sul sito dell'Istituto Documentazione Arte Ligure, sono consultabili altri artisti come Mantelli, Bia, Governato, Mordacci, Giovannoni, Frunzo, Linari, Bellani etc.
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Collezionare arte e arredare : la riscoperta dei maestri spezzini tra Ottocento e Novecento



pubblicato il 7-04-2026 - igrandiartisti
Negli ultimi anni il mercato dell’arte ha seguito traiettorie sempre più globali, concentrandosi su pochi nomi internazionali e lasciando ai margini intere scuole pittoriche locali. Eppure, proprio in questi territori meno battuti si nasconde oggi una delle opportunità più interessanti per chi desidera collezionare con consapevolezza e, allo stesso tempo, arredare la propria casa con identità.
La pittura spezzina tra Ottocento e Novecento rappresenta un patrimonio artistico ricco, autentico e ancora in parte da riscoprire. Gli artisti più ricercati come Antonio Discovolo, Agostino Fossati, Giuseppe Caselli, Ercole Salvatore Aprigliano, e Navarrino Navarrini hanno saputo interpretare il paesaggio, la luce e la vita del territorio con una sensibilità pittorica e una solidità tecnica che nulla hanno da invidiare a scuole più celebri.
Se per Discovolo e, in parte, per Fossati il riconoscimento collezionistico si estende oltre la dimensione locale, resta invece più sfumata la posizione di una parte degli altri maestri dell’arte spezzina, ancora non pienamente valorizzati dalle dinamiche di mercato.
Questo scarto tra qualità espressiva e riconoscimento economico rappresenta oggi un elemento di particolare interesse: una condizione che apre a prospettive di crescente valorizzazione.
Avvicinarsi a questi autori significa entrare in un ambito collezionistico accessibile ma non banale, nel quale è ancora possibile costruire un percorso coerente, fatto di scelte personali e attenzione alla qualità.
In questo senso, figure come Gio Batta Valle e Felice Del Santo, se pur di non facile reperibilità, si collocano a pieno titolo nel panorama artistico del loro tempo, e oggi anch’essi da valorizzare e scoprire.
Ma il tema non riguarda soltanto il collezionismo. L’arte locale può diventare un elemento centrale nell’arredamento contemporaneo.

Come non apprezzare, ad esempio, i vivaci colori di Maria Questa e Gino Bellani all’interno di un salotto?
Inserire in un ambiente domestico un’opera originale significa introdurre una presenza viva, capace di dialogare con lo spazio e di trasformarlo. Un paesaggio ligure, una marina o una scena quotidiana non sono semplici immagini, ma frammenti di territorio che entrano nella casa e ne ridefiniscono l’atmosfera.
In un’epoca segnata dalla diffusione di immagini seriali e soluzioni standardizzate, scegliere un dipinto originale di un maestro spezzino equivale a compiere un gesto di distinzione. Non si tratta soltanto di estetica, ma di costruire un ambiente che racconti una storia, che rifletta un legame con il luogo e con la sua cultura visiva.
Naturalmente, come in ogni ambito collezionistico, è importante sviluppare uno sguardo attento: valutare la qualità dell’opera, la presenza della firma, la tecnica utilizzata e lo stato di conservazione. Le opportunità più interessanti si collocano tanto in contesti strutturati — case d’asta, collezioni private e i pochi negozi cittadini che trattano arte — quanto in ambiti più informali, come mercati dell’antiquariato, negozi dell’usato e annunci di vendita online, nei quali è comunque possibile imbattersi in opere autentiche e di rilievo.
Riscoprire i maestri spezzini dell’Ottocento e Novecento significa dunque non solo riportare attenzione su un patrimonio artistico di grande valore, ma anche aprire nuove possibilità per un collezionismo consapevole e per un modo di abitare più personale e colto. Accostarsi oggi a queste opere significa intercettare una fase particolarmente vitale del loro percorso critico e collezionistico.










